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		<title>L’anello di San Cataldo e i “citri”: la leggenda di un prodigio a Taranto</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 07:14:42 +0000</pubDate>
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		<p class="p1">Forse lo sapete già: San Cataldo, vescovo irlandese, è ricordato a Taranto come un santo capace di compiere molti miracoli. Sotto la sua guida, una città in balìa del peccato si convertì gradualmente alla fede cristiana.</p><p class="p1">Durante uno dei suoi viaggi di ritorno dalla Terra Santa, San Cataldo si trovò a dover affrontare una terribile tempesta mentre la sua nave faceva rotta verso Taranto. Il mare era così agitato che l’equipaggio, preso dal panico, implorò l’intercessione del Santo. Fu allora che San Cataldo si tolse l’anello pastorale e lo lanciò tra le onde. Subito il mare si calmò e, nel punto in cui l’anello toccò l’acqua, nacque un vortice di acqua dolce, limpida come quella di un fiume.</p><p class="p1">Questo luogo, situato nel Mar Grande di Taranto, è oggi conosciuto come “L’Anello di San Cataldo”, in memoria di questo racconto leggendario. Ancora oggi è possibile notare la strana danza dell’acqua che forma cerchi concentrici, visibili anche ai meno esperti.</p><p class="p1">Il termine “citro” deriva dal greco <i>kutros</i>, che significa “pentola”, perché la superficie dell’acqua, in quel punto, sembra proprio ribollire come se fosse in ebollizione dentro una pentola.</p><h3 class="p1"><b>Cosa sono i citri?</b><b></b></h3><p class="p1">I citri sono, in realtà, sorgenti naturali: rappresentano le foci di corsi d’acqua sotterranei che partono dagli altopiani della Murgia tarantina e riaffiorano in mare. Nel Mar Piccolo di Taranto se ne contano ben 34, mentre nel Mar Grande ce n’è solo uno, il più grande e famoso, detto anche <i>Anijedde de San Catavete</i>.</p><p class="p1">Queste sorgenti sotterranee hanno reso possibile una tradizione unica: la coltivazione di ostriche e cozze dal sapore inconfondibile. Il segreto di questa prelibatezza è proprio nella combinazione tra l’acqua salmastra del mare e l’acqua dolce dei citri, che crea l’habitat perfetto per questi molluschi.</p><p class="p1">Questa è la spiegazione “scientifica”. Ma se si mette da parte la scienza per un attimo e si lascia spazio alla fantasia, i tarantini amano pensare che, da qualche parte sul fondo del mare, l’anello di San Cataldo sia ancora lì, a proteggere la città e i suoi abitanti.</p><h3 class="p1"><b>Curiosità</b><b></b></h3><p class="p1">Va detto che Taranto non ha l’esclusiva sui citri: anche Tommaso Niccolò D’Aquino li celebrò nei suoi versi delle <i>Delizie Tarantine</i>, descrivendo l’acqua dolce che sgorga in mare come una meraviglia.</p><p class="p1">Inoltre, c’è anche un dolce che celebra questa leggenda: ideato di recente da un famoso forno tarantino, il dolce di San Cataldo è una ciambella che ricorda la forma dell’anello del Santo. L’impasto è un incontro di pasta sfoglia salata e pasta frolla dolce, un chiaro omaggio alla fusione tra l’acqua di mare e quella dolce dei citri.</p>		
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		<title>Le sirene di Taranto: la storia d’amore di Skuma</title>
		<link>https://www.casafelicetaranto.it/le-sirene-di-taranto-la-storia-damore-di-skuma/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 07:56:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Vivamus tristique erat iaculis, finibus mi sit amet, feugiat turpis. Donec porttitor erat vitae purus posuere rutrum. Suspendisse ornare velit sed odio varius, eu interdum enim scelerisque. Etiam a sagittis purus. Etiam sem arcurate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="170" data-end="464"><strong data-start="170" data-end="209">La leggenda delle sirene di Taranto</strong> è una <strong data-start="216" data-end="269">storia d’amore piena di emozioni e colpi di scena</strong>, che racconta di <strong data-start="287" data-end="311">perdono e redenzione</strong>. Anche una persona come me, che non è certo romantica, ha trovato affascinante questo racconto, quindi preparatevi a una <strong data-start="433" data-end="463">storia che lascia il segno</strong>.</p>
<p data-start="466" data-end="834">La storia riguarda una <strong data-start="489" data-end="516">giovane coppia di sposi</strong>: una <strong data-start="522" data-end="557">donna di straordinaria bellezza</strong> e un <strong data-start="563" data-end="576">pescatore</strong>. A causa delle <strong data-start="592" data-end="621">lunghe assenze del marito</strong>, la donna <strong data-start="632" data-end="684">cede alle lusinghe di un ricco signore tarantino</strong> e lo tradisce. Subito pentita, <strong data-start="716" data-end="744">confessa tutto al marito</strong>. In una reazione di <strong data-start="765" data-end="785">rabbia e gelosia</strong>, lui <strong data-start="791" data-end="812">la spinge in mare</strong>, facendola affondare.</p>
<p data-start="836" data-end="1035">Le <strong data-start="839" data-end="849">sirene</strong>, che abitano il golfo, <strong data-start="873" data-end="902">accorrono in suo soccorso</strong>, salvandola e <strong data-start="917" data-end="941">incoronandola regina</strong> col nome di <strong data-start="954" data-end="982">Ariel di Schiuma (Skuma)</strong>, in onore delle <strong data-start="999" data-end="1034">onde che l’hanno portata a loro</strong>.</p>
<p data-start="1037" data-end="1332">Il pescatore, <strong data-start="1051" data-end="1081">disperato per il suo gesto</strong>, piange ogni giorno nel punto in cui ha spinto la moglie. Le sirene, <strong data-start="1151" data-end="1183">toccate dalla sua sofferenza</strong>, lo catturano e lo portano nel <strong data-start="1215" data-end="1237">castello incantato</strong>. Qui, <strong data-start="1244" data-end="1279">Skuma lo riconosce e lo perdona</strong>, chiedendo alle sirene di <strong data-start="1306" data-end="1331">risparmiargli la vita</strong>.</p>
<p data-start="1334" data-end="1652">Il pescatore, determinato a rimediare, cerca un modo per <strong data-start="1391" data-end="1413">liberare la moglie</strong>. Una <strong data-start="1419" data-end="1427">fata</strong> gli rivela che <strong data-start="1443" data-end="1478">solo un fiore di corallo bianco</strong>, custodito nel giardino delle sirene, può liberarla. Il pescatore si avventura di nuovo in mare, <strong data-start="1576" data-end="1606">grida il nome della moglie</strong>, e <strong data-start="1610" data-end="1651">Skuma lo raggiunge per riabbracciarlo</strong>.</p>
<p data-start="1654" data-end="1895">Con un <strong data-start="1661" data-end="1677">piano astuto</strong>, <strong data-start="1679" data-end="1706">Skuma inganna le sirene</strong>, <strong data-start="1708" data-end="1728">rubando il fiore</strong> e restituendolo alla fata, che con un incantesimo <strong data-start="1779" data-end="1810">scaccia le sirene dal golfo</strong>. Alla fine, <strong data-start="1823" data-end="1863">Skuma e il pescatore tornano insieme</strong>, <strong data-start="1865" data-end="1894">liberi e finalmente uniti</strong>.</p>
<p data-start="1897" data-end="2176">Una <strong data-start="1901" data-end="1940">versione alternativa della leggenda</strong> suggerisce che, dopo aver perso il suo amato, <strong data-start="1987" data-end="2023">Skuma decida di vivere da monaca</strong>, <strong data-start="2025" data-end="2073">vagando nel Golfo di Taranto in cerca di lui</strong>, un atto che dà origine al nome di una torre nel <strong data-start="2123" data-end="2145">Castello Aragonese</strong>, la <strong data-start="2150" data-end="2175">Torre della Monacella</strong>.</p>
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		<title>Perché il delfino è il simbolo di Taranto</title>
		<link>https://www.casafelicetaranto.it/perche-il-delfino-e-il-simbolo-di-taranto/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 09:02:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Vivamus tristique erat iaculis, finibus mi sit amet, feugiat turpis. Donec porttitor erat vitae purus posuere rutrum. Suspendisse ornare velit sed odio varius, eu interdum enim scelerisque. Etiam a sagittis purus. Etiam sem arcurate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="127" data-end="315"><strong data-start="127" data-end="192">Ti sei mai chiesto perché il delfino è il simbolo di Taranto?</strong><br data-start="192" data-end="195" />Se la risposta è sì, allora preparati a scoprire un piccolo segreto che unisce la città a questo affascinante mammifero!</p>
<p data-start="317" data-end="703">Per secoli, <strong data-start="329" data-end="377">il delfino ha popolato le leggende tarantine</strong>. E non è un caso: <strong data-start="396" data-end="471">il Golfo di Taranto ospita questi splendidi animali da oltre 4.000 anni</strong>, e ancora oggi non è raro vederli nei dintorni della città. Nelle storie che raccontano <strong data-start="560" data-end="587">Taras, Falanto e Arione</strong>, un delfino è sempre presente — a volte per proteggere, altre volte per guidare i protagonisti in momenti cruciali.</p>
<p data-start="705" data-end="1234">Ora, ti starai chiedendo: <strong data-start="731" data-end="763">“Perché proprio un delfino?”</strong><br data-start="763" data-end="766" />Beh, c’è una ragione! Nell’antica Grecia, <strong data-start="808" data-end="863">il delfino era considerato un segno di buon augurio</strong>, un messaggero delle divinità. Era il simbolo della <strong data-start="916" data-end="940">protezione di Apollo</strong>, il dio degli oracoli, e del <strong data-start="970" data-end="990">favore degli dèi</strong>, in particolare per i naviganti. <strong data-start="1024" data-end="1043">Perfino Nettuno</strong>, il dio del mare, veniva rappresentato accanto a un delfino. In un certo senso, <strong data-start="1124" data-end="1170">il delfino era il re delle creature marine</strong>, proprio come il leone lo era per gli animali sulla terraferma.</p>
<p data-start="1236" data-end="1464">Quindi, ogni volta che vedi un delfino nel Golfo di Taranto, ricorda che <strong data-start="1309" data-end="1334">non è solo un animale</strong>: <strong data-start="1336" data-end="1440">è un segno di buona sorte, di protezione divina e di una tradizione che affonda le radici nei secoli</strong>.<br data-start="1441" data-end="1444" /><strong data-start="1444" data-end="1464">Pretty cool, eh?</strong></p>
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		<title>Giochi del Mediterraneo 2026: Taranto si prepara all&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.casafelicetaranto.it/giochi-del-mediterraneo-2026-taranto-si-prepara-allaccoglienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ca_fe_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 08:57:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Vivamus tristique erat iaculis, finibus mi sit amet, feugiat turpis. Donec porttitor erat vitae purus posuere rutrum. Suspendisse ornare velit sed odio varius, eu interdum enim scelerisque. Etiam a sagittis purus. Etiam sem arcurate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Taranto si sta preparando a vivere un momento storico con i <i>Giochi del Mediterraneo 2026</i>, un evento che rappresenta una grande opportunità per la città, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello turistico. Per riuscire a gestire al meglio l’afflusso di visitatori e garantire un’accoglienza di qualità, l’Amministrazione comunale sta collaborando attivamente con tutti gli attori locali coinvolti, in particolare le strutture ricettive, per definire e ottimizzare l’offerta turistica.</p>
<h3>Le previsioni sugli arrivi e la capacità ricettiva</h3>
<p>Secondo le stime degli organizzatori, Taranto dovrà ospitare tra le 150.000 e le 200.000 persone durante le due settimane di competizioni. Il periodo più affollato sarà sicuramente quello della cerimonia di apertura, che vedrà un afflusso massiccio di spettatori e partecipanti. Per questo motivo, il Comitato ha bisogno di avere rapidamente una panoramica chiara sulla disponibilità di posti letto nelle strutture ricettive locali, sia alberghiere che extralberghiere, per rispondere adeguatamente alla domanda. In particolare, Carlo Molfetta ha sottolineato l’importanza di raccogliere il prima possibile informazioni su quante strutture saranno pronte a ospitare i membri del Comitato, che inizieranno a soggiornare a Taranto già dal mese prossimo e continueranno a rimanere in città fino alla conclusione dei Giochi.</p>
<h3>La risposta delle strutture ricettive</h3>
<p>Gli operatori del settore hanno espresso la propria disponibilità a collaborare, impegnandosi a fornire tutte le informazioni necessarie entro una decina di giorni, dopo aver effettuato uno screening delle strutture disponibili. Inoltre, è stato deciso di stabilire una tariffazione univoca per le strutture ricettive di pari categoria, proprio per garantire un’offerta uniforme e trasparente durante i Giochi, evitando aumenti eccessivi o distorsioni del mercato.</p>
<p>Se stai pensando di partecipare ai <i>Giochi del Mediterraneo 2026</i> come visitatore, prenota il tuo soggiorno presso il nostro <b>Bed &amp; Breakfast</b> a Taranto! Sarà un’opportunità imperdibile per vivere un’esperienza unica, tra sport, cultura e tradizione, in una città che sta per entrare nel cuore degli appassionati di tutto il mondo.</p>
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		<title>Scopri la Settimana Santa di Taranto 2025: Un Viaggio tra Tradizione e Spiritualità</title>
		<link>https://www.casafelicetaranto.it/scopri-la-settimana-santa-di-taranto-2025-un-viaggio-tra-tradizione-e-spiritualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ca_fe_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 12:06:12 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="191" class="elementor elementor-191" data-elementor-post-type="post">
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		<p class="p1">La Settimana Santa di <strong>Taranto</strong> 2025 è uno degli eventi più suggestivi e carichi di spiritualità che la città ha da offrire, attirando fedeli e visitatori da ogni angolo del mondo. Se stai cercando un&#8217;esperienza unica che unisca la sacralità della Pasqua alla bellezza delle tradizioni secolari, non puoi perderti le celebrazioni che si terranno dal <strong>13 </strong>al<strong> 20 aprile 2025</strong>.</p>		
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		<p class="p1">La Settimana Santa di Taranto si distingue per la sua intensità spirituale e l’ampia partecipazione popolare. Ogni giorno è segnato da eventi religiosi e processioni che attraversano la città, creando un&#8217;atmosfera carica di emozione e riflessione. Ecco una panoramica dei principali eventi in programma:</p><ul class="ul1"><li class="li1"><b>Domenica delle Palme (13 aprile 2025):</b> La Settimana Santa inizia ufficialmente con la benedizione delle palme e l’inizio delle celebrazioni liturgiche. Questo giorno ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme e segna il primo passo di un cammino di devozione che culminerà nella Pasqua.</li><li class="li1"><b>Giovedì Santo (17 aprile 2025): </b>La giornata prende il via alle ore 15:00 con il pellegrinaggio dei confratelli della Confraternita del Carmine, che si sposteranno tra le parrocchie del Borgo e della Città Vecchia, in adorazione presso gli Altari della Reposizione. La notte prosegue con la solenne Processione dell’Addolorata, che parte dalla Chiesa di San Domenico a mezzanotte, un momento di profonda commozione per tutti i partecipanti.</li><li class="li1"><b>Venerdì Santo (18 aprile 2025):</b> La Processione dell’Addolorata continua fino al primo pomeriggio, seguita dalla storica Processione dei Misteri, che parte dalla Chiesa del Carmine alle 17:00. Questa processione è uno degli eventi più emozionanti della Settimana Santa, con otto statue che raffigurano le scene della Passione di Cristo, portando per le strade della città una riflessione vivente sulla sofferenza e sulla speranza.</li><li class="li1"><b>Domenica di Pasqua (20 aprile 2025):</b> La Settimana Santa culmina con le celebrazioni della Resurrezione di Cristo, che avranno luogo in tutte le parrocchie di Taranto, in un tripudio di gioia e speranza che segna la vittoria della vita sulla morte.</li></ul>		
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Novità 2025: Il Ritorno della Processione dei Misteri nella Città Vecchia</h3>				</div>
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		<p class="p1">Un&#8217;importante novità per l’edizione 2025 è il ritorno della <b>Processione dei Misteri</b> nel cuore della storica <b>Città Vecchia</b>. Questo percorso, che si snoda tra le strette vie del centro antico, restituirà alle celebrazioni la loro autenticità, riportando i riti religiosi alle radici più genuine della tradizione tarantina. Il fascino delle vie acciottolate, con le loro storiche abitazioni e i panorami mozzafiato sul mare, renderà questo evento ancora più suggestivo.</p>		
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Una Settimana Santa Internazionale</h3>				</div>
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		<p class="p1">Nel 2025, la Settimana Santa di Taranto sarà protagonista di un importante progetto di collaborazione internazionale. Dal 6 al 12 aprile, Taranto sarà rappresentata a <b>Granada, in Spagna</b>, dove verrà ospitata una mostra documentale che racconta i riti e le tradizioni pasquali della città pugliese. Questo scambio culturale tra Taranto e Granada è un&#8217;occasione unica per far conoscere al mondo la ricchezza spirituale e storica della Settimana Santa tarantina.</p>		
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		<p>L'articolo <a href="https://www.casafelicetaranto.it/scopri-la-settimana-santa-di-taranto-2025-un-viaggio-tra-tradizione-e-spiritualita/">Scopri la Settimana Santa di Taranto 2025: Un Viaggio tra Tradizione e Spiritualità</a> proviene da <a href="https://www.casafelicetaranto.it">Casa felice</a>.</p>
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